Mesagne
Tra i tanti tesori che la Puglia custodisce, Mesagne è senza dubbio uno dei più preziosi; la Città, con i suoi 28.000 abitanti, è situata in un’ampia e fertile pianura a 72 metri sul livello del mare, a 15 Km da Brindisi, dove una natura rigogliosa e un ricchissimo patrimonio artistico creano un paesaggio suggestivo.
La sua posizione leggermente elevata in un territorio fertilissimo spiega perché nella seconda età del Ferro (VIII, VII sec. a. C.) i primi colonizzatori, gli Japigi, la scelgono come insediamento. Mesagne occupava una posizione centrale perciò costituì uno degli insediamenti più importanti tra quelli attribuiti ai Messapi, sottogruppo etnico degli Japigi; lo testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici all’interno dell’abitato e nel territorio.
All’arrivo dei Romani (III sec. a. C.) la civiltà messapica aveva ormai impresso sia l’animo delle genti, sia il paesaggio rurale, sia il paesaggio urbano, tanto che i nuovi conquistatori ne ricalcarono il disegno e le strade.
Nei secoli dell’alto Medioevo Mesagne subì notevoli cambiamenti; furono secoli di lotta, tra Impero d’Oriente e Impero d’Occidente, tra Bizantini e popoli barbari. Dopo secoli bui, sarà nell’XI secolo che Mesagne e le Città vicine passeranno sotto il dominio normanno e saranno protette da una serie di torri.
Per la sua posizione geografica strategica, sul tratto terminale della Via Appia, nell’entroterra brindisino, Mesagne è stata sempre oggetto di attenzioni di tutti i regnanti e feudatari succedutisi nel corso dei secoli.
Per Federico II di Svevia il castrum di Mesagne avrà la funzione, insieme a quello di Oria, di proteggere la Via Appia tra Taranto e Brindisi (prima metà del XIII sec.).
Dopo il periodo angioino, in cui la Città risulta ricostruita, in età aragonese Mesagne sarà restaurata dal Principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini del Balzo, potente feudatario del Regno di Napoli, che la trasformerà in una Città-fortezza circoscritta in un poderoso sistema difensivo (prima metà del XV sec.).
Nel XVI secolo Mesagne, che mostrava ancora il suo volto medievale, poteva vantare un gran numero di palazzi nobiliari per la presenza di un ricco e dinamico patriziato locale.
Nel corso del Seicento la Città murata si trasforma in un centro dalle inconfondibili linee barocche che da questo momento in poi domineranno in maniera indiscussa la scena, con le splendide chiese in perfetta armonia con le piazze antistanti.
Mesagne sarà poi governata da diverse Casate e nobili Famiglie, ma quando nel 1806 sul trono di Napoli salì Giuseppe Bonaparte, la feudalità fu abolita: nacque così la provincia di Terra d’Otranto che fu divisa nei distretti di Lecce, Mesagne e Taranto.
Le due guerre mondiali sconvolsero Mesagne che subì una stagnazione dell’economia che costrinse molti lavoratori ad emigrare.
Terra molto fertile, Mesagne presenta ancora oggi un paesaggio ricco di ulivi secolari, vigneti, pescheti, carciofeti ed estese coltivazioni di pomodoro. Attualmente, con lo sviluppo del settore terziario, e grazie all’opera di recupero di diversi beni storico-artistici, la Città sta sempre di più scoprendo una vocazione turistico-culturale.
Mesagne è oggi storia, arte e cultura, terra di colori, profumi, sapori e bontà enogastronomiche; l’imponente e maestoso castello dalle antiche origini è sicuramente il monumento più rappresentativo della Città ma il turista può anche immergersi nei più remoti vicoli, vie, vichi, piazze e corti del particolarissimo centro storico dalla caratteristica forma di cuore.
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